ECOSISTEMA

Valorizzazione culturale e rivoluzione digitale: sono queste le linee direttrici seguite dalla Regione Campania per la creazione dell’Ecosistema, piattaforma innovativa dedicata allo straordinario patrimonio culturale campano, per modernizzare processi di lavoro, servizi e attività, nella logica del semantic web, delle istituzioni culturali pubbliche e private e per migliorare la fruizione della cultura da parte degli utenti. L’Ecosistema permette alle persone di esplorare la Campania e il suo patrimonio culturale anche fuori dai confini regionali. L’esperienza immersiva su cui si basa consente di godere della ricchezza paesaggistica, artistica e storico-documentale della regione.

Il progetto sancisce l’alleanza fra tradizione e tecnologia: una squadra composta da eccellenze del territorio, 22 grandi attrattori culturali ed altri numerosi enti partner di progetto insieme per stimolare la produzione di open data e Linked Open Data (LOD) culturali archiviati in ambiente cloud. Cataloghi, schedature, inventari di beni culturali, microfilm e microfiches, cd room, file pdf: questo e molto altro andranno a costituire la base da cui attingere un’enorme mole di informazioni strutturate: i Big Data fruibili on line.

L’Ecosistema, quindi, nella sua versione definitiva, non sarà una semplice banca dati: piuttosto un complesso Data Lake che permetterà di accedere ai dati, di correlarli e di condividerli. Il valore aggiunto risiederà nell’approccio dell’inserimento dei dati, nella loro correlazione semantica, negli standard descrittivi condivisi, negli strumenti tecnologici fondati sul principio dell’interoperabilità. La ricerca effettuata non si limiterà più a singole tipologie di analisi, ma permetterà di accedere a tutte le informazioni disponibili su un determinato argomento, indipendentemente dalla sorgente che le ha generate. Ad ogni elemento, infatti, vengono associati un identificatore e un insieme di metadati che lo qualificano, così il Data Lake restituirà come risultato tutti i dati collegati all’oggetto di ogni singola ricerca. Ad esempio, se un utente dovrà cercare informazioni su Domenico Fontana, una sola interrogazione gli consentirà di accedere a tutte le informazioni disponibili nel sistema, cioè immagini digitali, video, documenti, libri ed anche eventi dedicati a tale soggetto (convegni, mostre, presentazione di volumi, ecc.).

Questo approccio, in attuazione del Piano Nazionale crescita digitale e del Piano Nazionale per l’informatica, ridefinisce il modo in cui la cultura verrà vissuta e fruita sul territorio regionale da operatori e da utenti. Si sperimenterà l’arte attraverso il coinvolgimento dei sensi, anche per le persone con disabilità, verranno definiti dei percorsi interattivi intelligenti e la cultura diventerà smart grazie ai sensori culturali IoT (Internet of Things), alla realtà aumentata e alla realtà virtuale in cloud.

Sarà possibile, proprio grazie a tale approccio, accedere alla Mediateca Regionale del Cinema, all’archivio del teatro campano e delle arti visive, ma anche al Centro Regionale per i Beni Culturali della Campania, agli archivi e biblioteche del territorio. Attraverso l’Ecosistema, la Regione Campania accrescerà il bacino di open data a disposizione, affinché vada progressivamente a configurarsi una solida rete di relazioni finalizzata alla condivisione e diffusione della cultura.

Il progetto si fonda sul principio di inclusività, un’ambizione che punta a stimolare la nascita della comunità regionale open data della cultura volto a promuovere le informazioni anche secondo l’approccio bottom up.

Non un semplice portale web quindi, ma un ambiente in evoluzione che continuerà, nel tempo, ad essere alimentato da nuova conoscenza. Un Ecosistema fatto di connessioni reali e virtuali fra tutti gli attori istituzionali della filiera culturale del territorio.

Tecnologia e cultura, valorizzazione del territorio e servizi per i cittadini, aumento dell’occupazione per evitare la fuga fuori regione dei talenti e una crescita intelligente, inclusiva e sostenibile: questi gli obiettivi che la Regione si propone di raggiungere, in linea con lo sviluppo dell’Agenda Digitale, parte integrante della Strategia Europa 2020 e del POR Campania FESR 2014-2020.

Approfondimenti
1) Implementazione degli Open Data della Regione Campania

Ogni dataset prodotto in ottica LOD sarà reso disponibile sul portale degli Open data della Regione. Sarà possibile costruire una rete di relazioni finalizzate alla divulgazione della grande quantità di open data prodotti dalle altre istituzioni, nel quadro della diffusione della cultura dell’Open Government della PA campana. L’idea è quella di costituire un data hub degli Enti territoriali, promuovendo la partecipazione diffusa al popolamento del sito regionale con data set propri, come previsto dal Disciplinare sugli Open Data della Regione Campania, a disposizione di cittadini, operatori, imprese.

2) La comunità Open Data della cultura

Il progetto prevede una piattaforma integrata e collaborativa per gli Open Data del Patrimonio Culturale della Regione Campania. Le informazioni prodotte dalle comunità, concernenti siti, opere, iniziative, rappresentazioni culturali territoriali, verranno raccolte in ottica di cooperazione e co-creazione. In un primo momento i dati saranno inseriti sulla piattaforma; poi, dopo la verifica di congruità, i dataset saranno caricati sul sistema in area pubblica in una sezione dedicata al patrimonio dei dati della regione.

3) Vivere l’arte attraverso la messa in gioco dei sensi: servizi per le disabilità sensoriali

Abbattere le barriere sensoriali è uno sforzo necessario per garantire a tutti la partecipazione e la democrazia del sapere. Le persone con disabilità sensoriali potranno accedere on line ai luoghi della cultura e fruire della corretta percezione multisensoriale del luogo di interesse.

4) Mediateca regionale del Cinema - Archivio dei teatri campani e delle Arti visive

L’eccellenza culturale campana si esprime anche attraverso il settore dello spettacolo cinematografico e teatrale. Con il progetto Move to cloud la Film Commission Regione Campania e la Fondazione Campania dei Festival, insieme ad altri Enti partner di progetto, daranno vita a dataset aperto che comprenda le attività di questo settore.


L’intervento consentirà di facilitare:
  • le attività di raccolta, conservazione, valorizzazione del patrimonio teatrale d’interesse regionale;
  • la promozione di attività di studio e ricerca settoriale;
  • la salvaguardia, la diffusione e la valorizzazione del patrimonio audiovisivo e fotografico, del patrimonio cinematografico e audiovisivo d’interesse regionale.
La piattaforma viene sviluppata attraverso la migrazione in ambiente cloud dei materiali già disponibili e sarà incrementata con ulteriori acquisizioni di dati. Essa potrà essere utilizzata per sperimentazioni innovative come la creazione di itinerari turistici virtuali, in grado di raccontare il teatro e il cinema con i materiali del data lake. Le attività pertanto consisteranno in:
  • verticalizzazione e customizzazione della piattaforma cloud sviluppata;
  • acquisto e sviluppo di servizi specifici da integrare alla piattaforma sviluppata;
  • implementazione dei servizi cloud di riferimento con materiali propri;
  • sperimentazione dei servizi innovativi.
La piattaforma fornirà al pubblico, agli altri operatori culturali, ai centri di ricerca, alle Università e ad altri enti nazionali e internazionali, i materiali catalogati riferiti a:
  • i protagonisti del cinema e delle stagioni teatrali napoletane;
  • i luoghi del patrimonio culturale e paesaggistico;
  • le relazioni con i partner;
  • gli spettacoli prodotti;
  • materiali audiovisivi e reperti documentali
  • i manoscritti della tradizione culturale napoletana conservati nelle biblioteche
5) Centro Regionale per i Beni Culturali della Campania - in Cloud

La migrazione in cloud del materiale raccolto dal Centro Regionale dei Beni Culturali della Campania (CRBC) rende possibile la fruizione delle esperienze catalografiche maturate sul territorio nel corso degli ultimi quindici anni. Ciò permetterà di sviluppare un’offerta di dati culturali estratti da dati catalografici e archivistici strutturati e normalizzati già esistenti. A ciò si aggiungerà l’interazione con la piattaforma i.Ter Campania, che consentirà dataset aperti e percorsi culturali georeferenziati.

6) Smart cultura - Sensori culturali IoT

Dare vita agli oggetti d’interesse culturale è possibile con l’applicazione di tecnologie IoT (Internet of Things), termine che definisce tutti gli oggetti connessi alla rete in grado di acquisire una propria capacità di interazione, grazie a particolari dispositivi, impianti o sistemi ad essi integrati. L’utilizzo di IoT rende gli oggetti prescelti degli smart objects, che hanno la capacità di identificare, connettere, localizzare, elaborare dati e interagire con l’ambiente. Gli oggetti culturali saranno quindi in grado di comunicare informazioni alla rete o ad altri dispositivi mobili, quali smartphone, grazie a etichette identificative a radio frequenza o a Codici QR. Sensori ipotizzati:

  • Conta Persone
    L'analisi dei flussi delle persone consente di ottimizzare l’analisi statistica, le attività promozionali, commerciali, il marketing e l’utilizzo delle risorse, la sicurezza, la manutenzione o la programmazione dei turni del personale. In tal modo è possibile migliorare la qualità del servizio fornito al visitatore.
  • Igrometri - Temperature - Pressione barometrica - Rumore
    L'analisi di dati ambientali consente di ottimizzare la gestione delle attività volte alla conservazione dei beni. In tal modo è possibile migliorare la qualità del servizio di tutela dei beni culturali.
  • Allarmi Presenza
    La sicurezza dei beni culturali richiede funzioni ICT evolute, per soddisfare le necessità degli istituti dal rischio di possibili sottrazioni di beni o di danneggiamenti. La presenza di sensori IoT in grado di segnalare la rimozione e lo spostamento delle opere, possono essere integrati ai sistemi di sicurezza già esistenti per prevenire eventuali azioni delittuose.
7) Percorsi interattivi intelligenti

La tecnologia IoT è utilizzabile per soluzioni semplici di interazione tra utente e oggetto di interesse culturale. Ciò assolve due a compiti distinti: miglioramento della qualità della fruizione e perfezionamento dell’offerta. L’esperienza dell’utente sarà arricchita da tecnologie quali QR Code (codice a barre bidimensionale leggibile da smartphone e utilizzabile come ipertesto) e Beacon (dispositivi in grado di comunicare via bluetooth). Sarà così possibile approfondire livelli informativi diversi su un’opera, un monumento o un sito archeologico. Allo stesso tempo, la sensoristica IoT sulle singole opere consente di identificare l’approssimarsi di un utente e di comunicare questa informazione a un sistema centralizzato. In tal modo è possibile ricostruire il comportamento dei visitatori, stratificare i dati raccolti su di essi e, di conseguenza, identificare in modo del tutto innovativo le possibili relazioni che i visitatori stabiliscono con le singole opere. Si crea così la base informativa per realizzare un sistema di guide evoluto, in grado cioè di proporre ai visitatori degli itinerari basati non solo sul sistema di conoscenze del singolo utente, ma anche sulla conoscenza (indiretta) delle esperienze e delle preferenze di coloro che hanno già visitato il museo.

8) Realtà aumentata e realtà Virtuale in cloud

La creazione di un ambiente in cloud consentirà agli utenti di interagire con la realtà virtuale direttamente dal dispositivo preferito. Grazie a modelli 3D appositamente realizzati, si offrirà un’esperienza totalmente innovativa. Le persone più adulte potranno usufruire di un’esperienza immersiva mai provata, mentre le generazioni più giovani, i nativi digitali, saranno maggiormente stimolate all’interazione con il patrimonio culturale. Sarà possibile combinare il fascino intramontabile di un libro cartaceo o di un’opera d’arte con la tecnologia della realtà aumentata o virtuale.