Archivi Partner - Sistema Archivistico Campano
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Comune di Casalnuovo di Napoli
L'Archivio del Comune di Casalnuovo di Napoli conserva una documentazione che rappresenta una grande testimonianza per la storia politica, economica e culturale, relativa anche all’antico Comune di Licignano. Vi si conservano i regolamenti, i contratti, gli atti riguardanti il personale, quelli prodotti per la gestione economica delle istituzioni comunali, e una ricca documentazione sull’esazione delle imposte e sulla disciplina del commercio. Si aggiungono documenti concernenti l’igiene pubblica e la gestione del territorio, atti dell’ufficio tecnico e permessi di costruzione. Di notevole interesse sono tutte le carte relative all’istruzione, quelle sulle attività produttive e commerciali e quelle sulla viabilità, così come le testimonianze su feste, spettacoli pubblici, culto e beneficenza.
Comune di Caserta, Archivio storico comunale
Centro di origini antiche, risalenti ad epoca pre-romana. In età medievale il nucleo cittadino si situa nel centro attualmente denominato Casertavecchia, a circa 10 chilometri dal capoluogo. All’avvento normanno, nella seconda metà dell’XI secolo, il centro è elevato a sede comitale. Saranno questi gli anni di maggiore splendore della città campana. Dal XV secolo in poi, al passaggio al dominio aragonese, Casertavecchia inizia un lento declino che porterà, secoli dopo a una maggiore preminenza dell’attuale cittadina casertana. In età moderna il territorio fu più volte al centro di interessi e iniziative dei sovrani del Mezzogiorno, la cui più famosa è ovviamente la costruzione della Reggia, progettata da Luigi Vanvitelli alla metà del XVIII secolo e voluta dal re Carlo di Borbone. Rilevante è anche l’edificazione in località San Leucio, sul finire del medesimo secolo, di atelier destinati alla fabbricazione della seta, di rilevanza internazionale. La documentazione conservata rispecchia, dunque, l’evoluzione storica e le congiunture che hanno interessato il centro casertano e il suo territorio.
Comune di Cusano Mutri
L’archivio è sito all’ultimo piano del palazzo municipale. In esso si conservano tutti gli atti prodotti dal comune e atti di corrispondenza con altri enti. La documentazione, in discreto stato di conservazione, si data a partire dal XIX secolo e attesta l’attività dell’ente secondo le categorie classiche delle amministrazioni comunali. L'archivio comunale non è stato ancora riordinato, pertanto, risulta difficile provvedere ad una descrizione del complesso archivistico. La documentazione storica è confusa con quella di deposito. Attualmente in archivio non sono presenti strumenti di corredo.
Comune di Eboli, Biblioteca Comunale “Simone Augelluzzi”
La biblioteca comunale di Eboli è situata nel Complesso Monumentale di S. Francesco, al lato dell’omonima Chiesa, e al suo interno ospita l’Archivio Fotografico, la Mediateca (prima struttura del genere nata nel sud Italia grazie al Piano d’azione Mediateca 2000), l’Archivio storico e la sala auditorium / centro congressuale “Mangrella”. L’Archivio Storico è conservato nei locali della Biblioteca e comprende le deliberazioni di Giunta e Consiglio Comunale dal 1868 al 1953 e i documenti storici dal 1810 al 1953, inventariati circa 20 anni fa con l’aiuto della Soprintendenza Archivistica di Napoli. Delibere e Sedute del Decurionato si collocano anch’esse in biblioteca. L’Archivio è diviso in tre nuclei: Archivio storico (provvisto di inventario dattiloscritto a cura di Luigia Grillo), Archivio Fotografico e Biblioteca (la cui sezione moderna è catalogata in SBN).
Comune di Fisciano
La storia dell’Archivio Storico Comunale di Fisciano segue da vicino quella del soggetto produttore, legata, almeno fino agli inizi del XIX sec., alle vicende storico-politiche dell’attuale Comune di Mercato San Severino. In merito all’ubicazione dell’Archivio, fino al 1819 esso era custodito nella stanza della cancelleria della “Casa comunale”, sita nel plesso del convento dei Domenicani, ormai soppresso. Nel 1837 fu disposto che il Cancelliere archivario procedesse all’inventariazione di tutte le carte d’Archivio. Nel 1844 si avviò il primo tentativo di unificare le modalità di gestione degli archivi comunali dell’intera Provincia di Principato Citeriore. Da allora si sono succeduti alcuni riordini, all’ultimo dei quali è seguita, nel 2008, la pubblicazione dell’inventario a cura di Biancamaria Trotta, frutto della collaborazione tra il Comune e la Cattedra di Archivistica dell’Università degli Studi di Salerno. Nel 2002 il Comune dà il via a una serie di lavori che portano alla sistemazione dell’Archivio di deposito e al recupero dell’Archivio Storico, con il trasferimento di entrambi nella nuova sede comunale, più adatta alla relativa conservazione.
Comune di Meta
Meta è un Comune della Penisola Sorrentina che si estende tra il mare e le alture retrostanti. Per parte della sua storia, il Comune si è trovato sotto il dominio di Sorrento, insieme alla vicina cittadina di Piano. In epoca fascista, Meta fu unita ad altri centri a formare un unico Comune con Sorrento. Solo dal 1946 tornò ad essere un Comune indipendente. La documentazione conservata presso l’Archivio storico comunale riflette questa articolata storia del centro peninsulare.
Comune di Napoli, Archivio storico dell'Ufficio di Urbanistica
Il 21 maggio 1998 fu aperta al pubblico la Casa della Città, centro di documentazione e iniziativa del servizio pianificazione urbanistica con lo scopo di promuovere la conoscenza e la discussione delle politiche urbanistiche del Comune. La struttura si apre ospitando il Maggio della Città, dove s'incontrano la mostra sulla pianificazione urbanistica e una rassegna di esperienze di conoscenza e intervento sul territorio, condotte da scuole, associazioni e organismi di quartiere. L'incontro-mostra si propone come occasione per favorire l'interazione fra istituzioni e cittadini interessati alle politiche urbanistiche. La formazione di un Archivio sull'urbanistica, l'ambiente e il territorio napoletani, costituito a partire dall'acquisizione della raccolta Iannello, apre dal marzo 2001 un nuovo settore di attività rivolta, in particolare, a studenti, ricercatori e cultori della materia.
Comune di Nocera Inferiore
La Biblioteca R. Pucci è situata nel centro storico cittadino, in un edificio del 1800, e la sua superficie complessiva è di 270 m2. Dispone di una sala polifunzionale per conferenze e attività culturali. Ha un patrimonio librario di circa 7.000 volumi e un archivio storico con annesso centro di documentazione di storia locale e del Mezzogiorno. In Biblioteca sono attivi un gruppo di lettura, un gruppo di dizione, un gruppo scacchi e un gruppo per il recupero della manualità creativa. I gruppi sono coordinati dal personale della biblioteca e coinvolgono scuole e associazioni del territorio. È stato costituito il gruppo informale di cittadini “Amici della biblioteca comunale” e il folto gruppo “Camminare e conoscere” per gli itinerari culturali con letture ispirate ai luoghi della visita. I gruppi si avvalgono del supporto di tirocinanti, giovani in servizio civile e volontari in pensione. La Biblioteca, oltre al prestito librario e alla consultazione in loco, organizza incontri con le scuole e con gli autori, per la promozione del libro e della lettura, ma anche cineforum tematici e attività aggregative.
Comune di Sala Consilina
Il Comune di Sala Consilina conserva gli atti di cui è soggetto produttore nei propri uffici e in alcuni locali di deposito, per la documentazione corrente. La documentazione storica è conservata invece presso il polo culturale, una sezione separata d'archivio della Biblioteca comunale “Carlo Nisi”. In particolare, l'archivio è ospitato all’interno dell’antico complesso monumentale dei Padri Cappuccini, edificato tra il XV e il XVI secolo e abbandonato dopo l'Unità d'Italia, a seguito della soppressione degli Ordini religiosi. Nota come "area cappuccini" o "quartiere", è composta da un agglomerato di edifici con spazi all'aperto e si estende su una superficie complessiva di oltre 11.000 m2. La zona coperta comprende il nucleo dell'ex monastero - con annessa Chiesa di Santa Maria degli Angeli, oggi Auditorium Comunale, e la parte propriamente conventuale. In tale nucleo è stato collocato l'Archivio Storico Comunale.
Comune di Teano
L’archivio storico comunale conserva numerose testimonianze scritte, alcune delle quali risalenti al XVII sec. Il complesso documentario si presenta in un discreto stato di conservazione ed è suddiviso in tre distinti fondi archivistici: il primo fa riferimento all’attività amministrativa del Comune di Teano, a partire dal 1886; il secondo all’Ente comunale di assistenza, con documentazione risalente al 1630; il terzo è costituito da una lunga serie di registri, i quali, per un improprio criterio di ordinamento, sono stati sottratti ai rispettivi fondi di appartenenza e, in quanto registri, raccolti in un fondo a parte.
Comune di Torre Annunziata
L’Archivio Storico Comunale ha una sede distaccata. Nel 2018 è stato individuato quale nuova sede Palazzo Criscuolo. L’edificio è la sede storica dell’Ente e del Museo dell’Identità. Esso presenta caratteristiche adeguate alla realizzazione di eventi culturali, allestimenti, mostre, concerti, conferenze e all’interno del quale l’Archivio, e successivamente anche la Biblioteca comunale, con il loro rispettivo patrimonio informativo e documentario, costituiranno congiuntamente uno dei molteplici prodotti culturali fruibili dalla collettività.
Diocesi di Alife-Caiazzo, Archivio storico diocesano
L’Archivio diocesano è formato dall’insieme della documentazione e degli scritti della Curia diocesana, dei capitoli della Cattedrale e della Concattedrale, degli Enti ecclesiastici dipendenti dall’Autorità diocesana o di singole persone e istituzioni, o di altri Enti formalmente eretti o che vivono e operano in diocesi fatti pervenire in deposito, in donazione o a qualsiasi altro titolo giuridico. Peculiarità dell’archivio di Alife-Caiazzo è la divisione di due fondi storici: l’archivio della ex-diocesi di Alife, presso la Biblioteca diocesana “San Tommaso d’Aquino” a Piedimonte Matese; e quello della ex-diocesi di Caiazzo, presso il vecchio Episcopio in Caiazzo. Entrambi i fondi, con decreto n. 783/IV.1 e n. 784/IV.1 del 17 marzo 2004, sono stati dichiarati di notevole interesse storico e pertanto sottoposti alla disciplina del decreto legislativo del 29 ottobre 1999, n. 490. Fanno parte dell’Archivio storico diocesano i 4 archivi dichiarati di notevole interesse storico: l’Archivio del Capitolo cattedrale di Alife, l’Archivio storico della diocesi di Alife; l’Archivio del Capitolo cattedrale di Caiazzo e l’Archivio storico della diocesi di Caiazzo. Dal 2010 la diocesi ha aderito al progetto CEI AR della Conferenza Episcopale Italiana per l’inventario informatizzato di tutte le unità archivistiche e la loro messa in rete. Contestualmente è stata avviata un’importante opera di riordino e valorizzazione del patrimonio documentario che ha portato all’allestimento della sede principale dell’Archivio storico in Caiazzo e alla digitalizzazione di oltre un migliaio di unità documentarie. L’intensa attività, il 13 dicembre del 2016, ha portato al recupero del fondo diplomatico dell’Archivio storico di Caiazzo, in deposito da 50 anni presso l’Archivio di Stato di Napoli.
Diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia
L'Archivio comprende i documenti relativi alle attività dei vescovi di Ariano e delle rispettive curie, unitamente agli atti del Capitolo della Cattedrale, di alcuni conventi e monasteri, di confraternite e i registri delle parrocchie della città. Il documento più antico conservato è una pergamena del 1307. L'archivio ha subito molte perdite nel corso dei secoli a causa di eventi naturali, soprattutto terremoti e incendi. All'archivio è annessa una Biblioteca, la cui fondazione risale al 1700, nella quale si conservano libri di argomento vario.
Fondazione "Biblioteca Benedetto Croce"
La Fondazione ha sede nella dimora dove Benedetto Croce visse dal 1911 al 1952, al secondo piano del palazzo Filomarino di Napoli. Istituita il 4 maggio 1955 dalle eredi del filosofo - la moglie Adele Rossi e le figlie Elena, Alda, Lidia e Silvia - con lo scopo di assicurare la tutela della biblioteca nella sua sede originaria, garantendone la sua l'eterogeneità e l’integrità al fine di consentirne la fruizione ad un pubblico di studiosi. La Fondazione provvede, inoltre, a raccogliere tutte le edizioni delle opere di Croce - comprese le traduzioni – e tutta la letteratura critica su Croce al fine di aggiornarne la bibliografia. La Fondazione promuove, sia in Italia che all'estero studi sulla figura del filosofo e l'edizione delle sue opere e dei suoi scritti, editi o inediti. Nella sede della Fondazione si conservano la Biblioteca e l'Archivio di Benedetto Croce, che costituiscono il nucleo principale e originario del suo patrimonio documentario, arricchitosi nel corso del tempo con ulteriori collezioni bibliografiche e altri fondi archivisti.
Fondazione "Circolo Artistico Politecnico"
La Fondazione Circolo Artistico Politecnico Ets nasce nel 1888 per volere di alcuni membri della intelligentia partenopea come F. Cortese, F. Mancini V. Montefusco, D. Morelli, T. Solari, il marchese Tommasi e F. Netti. Essi fondarono, in casa di Edoardo Dalbono, la Società Napoletana degli Artisti. Negli anni a seguire il circolo divenne un punto di riferimento per la vita culturale cittadina e meridionale, fino a fondersi nel 1910 con il Circolo Forense di Enrico Pessina e con il Circolo Politecnico di Ubaldo Masoni. A tali fusioni è dovuto il nome Circolo Artistico Politecnico. Dal 1907 la sede del Circolo – e successivamente della Fondazione – è nel seicentesco palazzo Zapata. La Fondazione promuove Arte e Cultura e custodisce un patrimonio di grande valore storico e sociale. Oggi nella sede della Fondazione si svolgono attività di promozione sociale e culturale.
Fondazione Banco di Napoli
La Fondazione ilCartastorie racconta il più grande archivio storico bancario del mondo, l'Archivio Storico del Banco del Napoli, che in circa ottanta chilometri di scaffalature raccoglie, nelle sedi storiche dei Palazzi Ricca e Cuomo, diciassette milioni di nomi, centinaia di migliaia di pagamenti e dettagliate causali che ricostruiscono un affresco vivo di Napoli e di tutto il Mezzogiorno, dal 1573 sino ai giorni nostri. L’Archivio Storico del Banco di Napoli rappresenta, infatti, la più imponente raccolta archivistica del mondo. In esso si conservano documenti fondamentali per la conoscenza della storia economica, sociale e financo artistica delle regioni italo-meridionali, specialmente per quel che riguarda la struttura e l’evoluzione degli istituti di credito ma anche per ciò che attiene ai contratti commerciali con altre Nazioni europee. Le scritture che si conservano nell’Archivio Storico del Banco di Napoli, si possono dividere in due grandi categorie: scritture patrimoniali, che si riferiscono alla vita interna dei banchi, e scritture apodissarie, che si riferiscono ai rapporti che essi ebbero con la clientela.
Fondazione Teatro di San Carlo
Il Teatro di San Carlo, noto più comunemente come Teatro San Carlo, ha sede a Napoli, ed è uno dei più famosi e prestigiosi teatri lirici del Mondo. Fondato nel 1737, può ospitare oltre 1400 spettatori e vanta un’ampia platea e cinque ordini di palchi disposti a ferro di cavallo, oltre che un sontuoso palco reale, un loggione e il palcoscenico. La struttura si affaccia sull'omonima via e, lateralmente, su piazza Trieste e Trento. In linea con le altre grandi opere architettoniche del periodo, come ad esempio le imponenti regge borboniche, è uno dei simboli della città partenopea. La documentazione conservata presso la sede centrale e presso la sede di Vigliena racconta la storia del soggetto produttore, e ne tramanda la memoria strettamente legata alle vicende storiche, politiche e storico-artistiche del nostro Paese. Il Teatro non è nuovo a progetti di valorizzazione del proprio patrimonio culturale: a partire dal 2011, infatti, adiacente al Teatro vi è il MeMUS (acronimo di "memoria" e "museo"), museo storico che racconta la storia del San Carlo e dell'opera italiana attraverso quadri, fotografie, strumenti musicali, costumi e documenti di pregio, oltre che con un archivio musicale audio e video.
Istituto italiano per gli studi storici - IISS
L’Istituto italiano per gli studi storici, fondato nel 1946 da Benedetto Croce a Napoli, a Palazzo Filomarino, è una scuola di alta formazione e di ricerca in discipline storiche, filosofiche e letterarie. Mette a concorso borse di studio annuali per giovani laureati e dottori di ricerca italiani e stranieri, organizza corsi, seminari e conferenze, e cura la pubblicazione degli Annali e di nove collane editoriali distribuiti dalla casa editrice il Mulino. Dalla sua fondazione hanno frequentato l’Istituto quasi 1.500 borsisti, la maggior parte dei quali oggi studiosi insigni e docenti nelle università italiane e straniere. La Biblioteca, interamente informatizzata e consultabile online, comprende oltre 155.000 volumi, oltre 2.000 periodici (di cui 320 correnti) e conta un accrescimento annuo di circa 1.000 volumi. L’Istituto conserva inoltre gli archivi di Carlo Cantoni, di Fausto e Benedetto Nicolini e di Adolfo Omodeo.