Gennaro Pasquariello - Gennaro Pasquariello - Sona
Gennaro Pasquariello
Cantante (Napoli, 8/9/1869-25/1/1958).
Artista in possesso di una bella voce e soprattutto di straordinarie qualità d’interprete, unite ad una mimica contenuta che non sconfina mai in una gestualità plateale, come quella presente spesso nella sceneggiata o nella macchietta.
Inizia come attore per poi affermarsi, a cavallo del secolo, come uno dei più importanti cantanti della storia della canzone napoletana grazie a una comunicativa immediata e ad uno stile vocale sobrio ed efficace. Tali peculiarità coinvolgono un vasto pubblico producendo un vero e proprio fanatismo per le sue interpretazioni. La lunga discografia inizia con le etichette Zonophone e Favorite.
Courtesy Antonio Sciotti
Il suo repertorio è continuamente arricchito di nuovi brani napoletani scritti per lui da significativi poeti del periodo: Salvatore Di Giacomo, Ferdinando Russo, E. A. Mario, Ernesto Murolo, Aniello Califano, Giovanni Capurro e altri. Tra le canzoni di successo si ricordano: Uocchie c’arraggiunate, Zappatore, Lacreme napulitane, Mmiez’’o grano, ’A canzone ’e Napule, Ah! l'ammore che ffa fa. Accanto a queste se ne rinvengono altre presenti nei programmi di diversi cantanti che trovano nelle sue esecuzioni uno stile personale che porta a un sicuro successo. Singolari sono le interpretazioni in abiti femminili dei brani Ninì Tirabusciò e ’A mamma d’’a sciantosa.
Al contrario di altri cantanti, Pasquariello non riprende modelli interpretativi preesistenti bensì fa da apripista a una nuova vocalità nella canzone napoletana.
Artista esemplare, capace di procurare entusiasmo e brividi all’ascoltatore, si dedicato talmente ai diversi generi della canzone trovando in ognuno una personale chiave di lettura. Anche per questo riceve continue gratificazioni operando fino al 1951 quando è protagonista del kolossal teatrale di E. A. Mario ’A taverna d’’o Cerriglio. L’anno dopo si tiene un concerto d’addio al teatro Mercadante con una diretta radiofonica, promosso dalla Rai e dal Comune di Napoli con la consegna della medaglia d’oro.