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L’Archivio Lia Incutti Rumma di Napoli custodisce il Fondo Marcello Rumma, un archivio “di persona” che testimonia l’opera e la vita fulminea di Marcello Rumma (1942-1970), documentando i sei anni della sua attività pubblica dal 1965 al 1970.
Archivio Lia Incutti Rumma
Approfondimenti
Rumma Editore: un progetto di editoria minore a Salerno
Marcello Rumma dà vita a Salerno, nel dicembre 1968, alla casa editrice Rumma Editore. Un progetto di “editoria minore” che dal Sud d’Italia propone una selezione di pubblicazioni di nicchia ma con ambizioni internazionali dichiarate: rendere disponibile per la prima volta in traduzione italiana il lavoro di scrittori e filosofi europei. Rumma, il giovane imprenditore salernitano, affida al filosofo Aldo Masullo, ai critici d’arte Filiberto Menna e Renato Barilli, l’impostazione delle collane editoriali.
Premi e rassegne d’arte a Salerno (1965-1967)
Il giovane intellettuale Marcello Rumma comincia la sua attività nel settore dell'arte partecipando a diverse edizioni di Mostre-Premio, in qualità di membro delle commissioni giudicatrici, organizzate tra Salerno e provincia. Un'esperienza locale che lo porta da subito a volere intraprendere un'attività di studio e ricerca sulle tendenze artistiche più interessanti in Italia ed Europa, facendosi promotore dell’organizzazione di rassegne d’arte in spazi pubblici in città.
L’arte come esperienza educativa
Marcello Rumma affianca il padre e professore di matematica Antonio, nei primi anni Sessanta, nella gestione del Collegio Arturo Colautti di Salerno. Un istituto parificato di famiglia, fondato nel 1935, che comprendeva una scuola media e un liceo scientifico. L’arrivo del giovane Rumma segna un forte cambiamento nel sistema educativo del collegio e l’arte assume subito un ruolo centrale come esperienza educativa.
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Percorsi Narrativi
Le Rassegne di Amalfi (1966-1968)
Marcello Rumma dà vita ad Amalfi, negli spazi degli Antichi Arsenali, a tre rassegne espositive (1966, 1967, 1968) che propongono da Sud una importante ricognizione sulle tendenze più interessanti dell’arte italiana di allora, scegliendo di non chiudersi in uno stretto e soffocante provincialismo, ma incidendo sulla realtà odierna. Grazie a tali iniziative, le navate medievali mutano per la prima volta in luogo espositivo di tendenze artistiche contemporanee. L’idea di Rumma è quella di inserire il piccolo centro della costiera amalfitana nel vivace dibattito critico sull’arte in Italia che allora avveniva soprattutto in città come Roma, Milano e Torino.