Il testo descrive due giorni della vita delle protagoniste: il 7 dicembre, vigilia della festa dell’Immacolata e il 7 settembre, giorno della popolare festa di Piedigrotta, entrambe dedicate alla Vergine (non è precisato l’anno in cui si svolge la vicenda). Tra le due date intercorre una gravidanza, quella di Maria, che sconvolge la vita delle due sorelle alterando religiosi equilibri. Annina, la sorella maggiore, ritiene la gravidanza di Maria un miracolo divino. Elisabetta ascolta con diffidenza le spiegazioni della sorella: «Elisabbè: fra iusto nove mise, fra 36 settimane juste ncopp’a sta casa… for’a sta casa… s’appicciarrà na stella… na cumeta lucente… ’a luce ’e Betlemme… » e assiste incredula all’estasi mistica da cui Annina sembra rapita. Maria, che è muta, non rivela chi sia il padre del nascituro, che è Toritore (la sua figura aleggia nella casa delle tre devote sin dall’inizio della pièce). Toritore è un giovane scemo di quartiere che all’inizio sembra essere l’amante di Annina, e che poi si scoprirà essere amante e complice di Maria. Quest’ultima ha un piano crudele: avvelenare le due sorelle e accogliere l’uomo in casa. La pièce si svolge in due giornate che trascorrono tra litanie, canti sacri, rituali di vita domestica e conversazioni vivaci, dalle quali emergono una Napoli umile e modesta e la devozione popolare di Annina ed Elisabetta:
«ELISABETTA Nonzignore. Don Pasquale ha detto che se una deve fare la nottata in mezzo alla via, appriess’ a prucessione, è permesso mettere qualcosa nello stomaco. Quasi tutto. A fora d’a carne.
ANNINA (scandalizzata) Quasi tutto? Io sapevo ca na vota…
ELISABETTA (subito) … Na vota era na vota! Mò si sono evolute un poco le cose. Del resto è la fede che conta».
LINGUA Napoletano, italiano regionale, un latinismo (omnia mundis).
MUSICA Canto sacro dedicato alla Madonna Dodici sabati;
canto sacro dedicato alla Madonna Bella, tu sei qual sole;
canto sacro dedicato alla Madonna Sotto quel bianco velo;
Ave Maria (solo strumentale);
canto sacro dedicato alla Madonna Dodici stelle;
canto popolare napoletano ’O Festino.
NOTE
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La prima rappresentazione della pièce (en travesti) risale al 1984 e sulla scena c’erano Enzo Moscato, Gino Curcione, Tata Barbalato e Marino Lombardi nei ruoli di Annina, Elisabetta, Maria e Toritore. Annibale Ruccello, che in quel periodo stava scrivendo Ferdinando e che vide lo spettacolo in una replica posteriore, espresse il desiderio di curarne la regia.
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Nel 2019 c’è una nuova edizione del testo con la regia di Moscato e con Cristina Donadio, Lalla Esposito, Anita Mosca, Giuseppe Affinito.
TESTI di Antonia Lezza
IMMAGINI Courtesy Archivio Moscato
Link alla risorsa: https://cultura.regione.campania.it/web/sistema-archivistico-campano/dettaglio-unita-documentaria?id=SICARC_UD_000052640