DETTAGLIO APPROFONDIMENTI - Sona
Co’stell’azioni
Con Co’stell’azioni Moscato porta a compimento un processo di decostruzione del testo teatrale e approda a un teatro interamente di parola. Il testo si presenta privo di descrizioni, didascalie, personaggi, ambientazioni, vicende agite ed è costituito da frammenti, separati tra loro, che sono come astri, illuminati ciascuno da una propria lingua e da una forma scrittoria più vicina alla poesia che alla prosa. Co’stell’azioni pertanto non racconta una storia, ma è formato da tredici parti, ciascuna con un proprio titolo, e ha come tema dominante il rapporto tra i vivi e i morti. Questi ultimi, per l’autore, non sono mai andati via del tutto e perciò sono definiti ritornanti.
Scannasurice
Un travestito, soprannominato Scannasurice, in una stamberga fatiscente e disordinata, racconta la sua giornata inusuale e le sue sensazioni all’indomani del terremoto del 1980. Il racconto del quotidiano si mescola a canzoni, filastrocche popolari e leggende napoletane.
Signurì, signurì…
Ispirato al romanzo La pelle di Curzio Malaparte, Signurì, signurì… ne riprende lo spirito visionario e trasforma l’autore in una sorta di Virgilio dantesco che guida due turisti americani, Bill e Liz, nell’Inferno della Napoli del secondo dopoguerra. La città è rappresentata come una sorta di circo a cielo aperto, una babele linguistica e umana, come evidenziato dalla lirica che apre il testo Bell’è Babele.
Bordello di mare con città
Il dramma, o meglio la forte pièce noire, è in due tempi e si apre con il monologo drammatico e toccante di Betti, la figlia di Titina, una ragazza di circa dodici anni, una prostituta. Intorno a questo personaggio ruota tutta l’azione.
Pièce noire (Canaria)
Il testo si apre con un monologo (prologo) di Giggino che parla di debutto in scena, davanti a lui un bambino di cinque o sei anni.
Festa al celeste e nubile santuario
Annina, Elisabetta e Maria sono tre sorelle, vivono in una modesta casa dei Quartieri Spagnoli di Napoli e sono profondamente devote al culto della Madonna. Tale devozione sembra dare senso e unità alle loro misere vite e si riflette con chiarezza nei loro nomi che sono rispettivamente quelli della Madonna, di sua madre (Anna) e di sua cugina (Elisabetta).
Ragazze sole con qualche esperienza
All’interno di un piccolo appartamento di città ha luogo la commedia in due tempi, che vede protagonisti due travestiti, Bolero Film e Grand’Hotel che sono in attesa dell’arrivo di due detenuti del carcere di Poggioreale, Gennarino Scialò e Gennaro Cicala, che hanno avuto una riduzione della pena perché hanno parlato.
Partitura
Un dramma lirico in tre atti, tutto all’insegna del travestimento, sullo sfondo di una Napoli ambivalente per l’autore-personaggio.
Lingua, Carne, Soffio
Sottotitolo: Pestis Linguae/Lingua Pestis Tragitto-Epidemia per Antonin Artaud. In Lingua, Carne, Soffio Moscato descrive l’impatto devastante della peste nei vari porti del Mediterraneo, attraverso una serie di brevi frammenti in cui enuncia gli effetti della malattia sul corpo, tra cui il cosiddetto «effetto neve» che colpisce la lingua, intesa non tanto dal punto di vista anatomico, ma come capacità di eloquio. Quando essa è toccata dalla peste decade, si riduce in poltiglia.
Mal-d’-Hamlé (Miles Amleticus)
Titolo per esteso: "Mal-d’-Hamlé (Miles Amleticus). Esercizio de-lirico-retorico eseguito su tracce e in contaminazione di frasi, parole, suoni, tratto dall’“Amleto” di Shakespeare e Altro Poetico". Mal-d’-Hamlé è ambientato in un’immaginaria caserma dove si sviluppa il travaglio interiore del giovane Hamlé al cospetto delle reclute Orazio, Francisco, Bernardo e Marcello. Ripreso dall’Amleto di Shakespeare, il testo si sviluppa in una dimensione metaforica. L’autore concentra la sua attenzione alle prime scene del primo atto dell’originale shakespeariano. Infatti pone i personaggi in un cammino immaginario, una sorta di ronda, durante il quale esprimono pensieri e ribellioni, attraverso immagini diverse. Continue domande e contraddizioni fanno esplodere il disagio esistenziale del sergente Hamlé che incarna l’essenza di fondo di opposizione e di ribellione dell’Amleto di Shakespeare.
Recidiva
Recidiva è un atto unico che Enzo Moscato scrive nel 1995 ispirato al romanzo "Il ballo delle Checche" dello scrittore e drammaturgo argentino Copi.
Aquarium Ardent. Studio primo per un Rimbaud in minore
"Aquarium Ardent" è un’opera lirica in frammenti che Enzo Moscato scrive nel 1997 e con la quale omaggia Rimbaud. Il testo parte da uno scritto giovanile del poeta francese "Un coeur sous une soutane" (Un cuore sotto una tonaca, 1870), scritto durante la sua giovinezza trascorsa in un collegio retto dai Gesuiti e attraversata da turbamenti e perversioni. Il seminarista Rimbaud, che comincia clandestinamente a fare esperienza della sessualità, diventa il simbolo dei turbamenti della psiche adolescenziale.
L’Arancia Meccanica (traduzione dall’inglese di Enzo Moscato)
L’opera fantapolitica – adattamento teatrale, in due atti, dell’omonimo romanzo di Anthony Burgess – ha inizio in una notte d’inverno, in una grande metropoli, in un futuro imprecisato.
Trianon
Quattro donne, tre giovani prostitute ed una più anziana, forse un travestito; la cella fatiscente di un carcere, detto anche «abbascio ’o tammurro»; epoca dell’azione imprecisata, una sorta di scatola atemporale che diventa emblema di un ordine perpetuo delle cose, non soggetto a mutamento: questi sono gli ingredienti dell’opera che mette in scena una rappresentazione della realtà umana all’insegna dell’ineludibilità del degrado, dell’impossibilità del riscatto. Trianon è carcere, bordello e teatro contemporaneamente, luogo reale e mitico.
Teatri del mare
Teatri del mare è un testo inedito. Si presenta in forma dattiloscritta con numerose glosse e annotazioni a penna che riportano nomi di attori, indicazioni sulle musiche, didascalie, inserimenti di parole e numeri, a testimonianza del lavoro prezioso, e, per così dire, artigianale svolto sul testo. Pertanto il dattiloscritto si configura come un testo-laboratorio, con parti complete e parti abbozzate, ibrido perché al tempo stesso monologico e corale.
Tà-kài-Tà
«Un periplo immaginario, fantastico […] intorno ai pensieri e ai sentimenti» che possono aver attraversato l’animo di Eduardo De Filippo, in vita e dopo la morte: questa, prendendo a prestito le parole dell’autore, potrebbe essere la definizione di Tà-kài-Tà, un testo frammentario, a metà tra poesia e prosa, passato e presente, teatro e metateatro
Sull’ordine e il disordine dell’ex macello pubblico
Scritto per celebrare i duecento anni dalla Rivoluzione Napoletana del 1799 Sull’ordine e il disordine dell’ex macello pubblico è stato definito dallo stesso autore, nella Introduzione al testo ‒ dal titolo L’estremo. Periplo metafisico-poetico sul cosiddetto reale (o storico) della Rivoluzione, a partire (o a ritornare) da quella giacobina del 1799, a Napoli ‒ «un pensiero in versi.
Occhi gettati
Occhi gettati è composto da un’Intro, un primo Rondo’, un monologo dal titolo ’E facce ’e ‘San Gennaro’, secondo, terzo e quarto Rondo’.
L’opera segreta – trittico
Elaborazione di Mario Martone da “L’opera segreta” e “Partitura” di Enzo Moscato. Il testo è diviso in tre parti.
Kinder-Traum Seminar (Seminario sui Sogni dei Bambini)
Il testo è articolato in due parti: la prima, ricca di frammenti, si sviluppa attraverso una serie di osservazioni e immagini che spiegano, in modo forte, sempre drammatico, il terribile genocidio, definito secondo l’autore in modo improprio Olocausto.