null Renzo Arbore

Renzo Arbore

(Foggia, 24 giugno 1937)
Non è lui l’americano di Napoli, quando Renato Carosone e Nisa scrissero il loro capolavoro lui, Lorenzo Giovanni Arbore, viveva ancora nella sua Foggia, eppure la canzone sembra davvero scritta per lui. Che, con Boncompagni, ha inventato per l’Italia la categoria musicale dei giovani, ha lanciato il beat, sdoganato il rhythm’n’blues, propagandato i cantautori e il rock made in Italy, rinnovato la radio e la televisione, prima di ricordare quanto appreso negli anni partenopei da studente (goliardico) di Giurisprudenza che divideva le sue serate tra l’amore per il jazz, e il clarinetto, e quello per la canzone napoletana, appresa dalla viva voce dei sommi maestri Roberto Murolo e Sergio Bruni, che ebbe il privilegio di frequentare con il marchese Giulio Patrizi.

Courtesy Federico Vacalebre

A dir la verità i prodromi di quanto avvenuto poi con l’Orchestra Italiana si sarebbero potuti rintracciare quando tradusse il capolavoro neworleansiano di Dr. John, «Such a night», in un pornotributo in stile Squallor come «Smorz’ ‘e light», con la suprema complicità di Moana Pozzi ed un video girato alla Reggia di Caserta, o quando girò un film come ; «FF.SS.” - Cioè: ...che mi hai portato a fare sopra a Posillipo se non mi vuoi più bene?», ma solo nel 1981 Quello della notte diventò anche Quello di cantaNapoli, mettendo insieme un supergruppo di strumentisti veraci, levando la polvere che si era depositata su mandolini e melodie immortali, rileggendo Di Giacomo e Bovio tra country e rumba, con disinvoltura che solo uno showman consumato come lui poteva permettersi.

Dopo i duetti, veri e virtuali, proprio con Murolo e Carosone, si prepara a festeggiare nel 2021 il trentesimo anniversario dell’Orchestra, portata in tutti i continenti, a ricordare l’attualità di quelle canzonette, a ribadire che l’oleografia è sempre meglio di chi crede che Napoli sia solo Sodoma&Gomorra. Dal 1990 cittadino onorario di Napoli, Arbore ha portato, e porta ancora, i blue jeans con lo stemma areto, lo stemma partenopeo.

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