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Elenco video on demand
LAVORI IN CORSO
UN PROGETTO A CURA DI INTERNO 5 E TEATRI ASSOCIATI DI NAPOLI
IDEAZIONE VINCENZO AMBROSINO E LUCA SACCOIA
REGIA LELLO SERAO
CON LUCA SACCOIA
E CON LA PARTECIPAZIONE DEGLI ALLIEVI DEL LABORATORIO SALVATORE BERTONE, SIMONE DI MEGLIO, LORENZO FERRARA, FRANCESCO FESTA, OUSSAMA LARDJANI
SPAZIO SCENICO, MASCHERE E PUPAZZI TIZIANO FARIO
COSTUMI FEDERICA DEL GAUDIO
LABORATORIO DI FIGURA A CURA DI IRENE VECCHIA
REALIZZAZIONE SCENE IVAN BORRELLI
LUCI E FONICA MATTIA SANTANGELO
RIPRESE VIDEO FRANCESCO MUCCI E ANDREA SAVOIA
MONTAGGIO FRANCESCO MUCCI
MUSICHE LUCA TOLLER
POSTPRODUZIONE IL GRIGIO PRODUCTION
DIRETTORE DI PRODUZIONE HILENIA DE FALCO
PRODUZIONE, ORGANIZZAZIONE E DISTRIBUZIONE TEATRI ASSOCIATI DI NAPOLI
SI RINGRAZIANO REGIONE CAMPANIA, ASSESSORATO ALLA CULTURA DEL COMUNE DI NAPOLI, FONDAZIONE EDUARDO DE FILIPPO
IN STREAMING ON DEMAND A PARTIRE DALL’11 NOVEMBRE ALLE ORE 18 SULL’ECOSISTEMA DIGITALE PER LA CULTURA DELLA REGIONE CAMPANIA
Lavori in corso – studio per attore cum figuris – Natale in casa Cupuello è un taccuino di appunti per una futura messinscena, un docufilm che racconta la genesi del progetto e le fasi di preparazione ed elaborazione della creazione.
Abbiamo approfittato di questo periodo lungo e atipico fornito dalla pandemia per approfondire ipotesi e suggestioni ed avviare un laboratorio per manovratori di figure animate diretto da Irene Vecchia e rivolto ai ragazzi del quartiere. Si è lavorato sulla costruzione di maschere e pupazzi, sui costumi e sulle scene, abbiamo fatto ipotesi e le abbiamo rovesciate come calzini e ora siamo pronti ad assemblare le parti e a mettere in scena il testo di Eduardo.
La genesi di questo progetto è stata lunga e contrappuntata da ritardi e continue modifiche, potremmo dire che è una caratteristica di questo testo avendo subito, anche da parte del suo autore, cambiamenti che si sono succeduti dalla prima edizione del ‘31 fino alla definitiva consacrazione in forma compiuta degli anni ’70.
Il progetto nasce da un’idea di Luca Saccoia e Vincenzo Ambrosino che ha preso corpo dall’incontro con il sottoscritto e lo scenografo Tiziano Fario.
Il presepe è l’orizzonte dentro cui si muove tutta l’opera sia in senso reale che metaforico ed è l’elemento necessario a Luca Cupiello per sperare in una umanità rinnovata e senza conflitti, ma è anche la rappresentazione della nascita e della morte, è il tempo del passaggio dal vecchio al nuovo, è la miscela tra passato e presente, è una iconografia consolidata e al tempo stesso da destrutturare di continuo. Il Presepe si rifà ogni anno, è ciclico come le stagioni, può piacere e non piacere.
E’ proprio da questa ultima affermazione che siamo partiti:cosa è diventato quel Tommasino, “Nennillo”, così come lo appella la madre, considerandolo un eterno bambino? Come si è trasformato dopo quel fatidico “si” sul letto di morte del padre? A queste risposte abbiamo provato a dare corpo immaginando che Tommasino abbia pronunciato quel “si” convinto e che, da allora in poi, dovesse esserci un cambiamento, pensando che non fosse solo un modo di accontentare il padre morente, ma che fosse l’inizio di un percorso nuovo, di una nascita, così come il Presepe racconta. Ecco allora Tommasino farsi interprete a suo modo di una tradizione, eccolo testimone di un rito e di una rievocazione di fatti e accadimenti familiari comici e tragici che hanno segnato la sua vita e quella di quanti alla rappresentazione prendono parte.
Per farlo, per rendere ripetibile il rito, Tommasino si serve di pupazzi, di figure che si rianimano dentro i suoi sogni/incubi, che continuano a riaffacciarsi ogni anno come il Presepe e i suoi pastori. Si lascia sorprendere ancora una volta dalle storie che questi raccontano, vi prende parte, gli fornisce le battute, riaccarezza il sogno di Luca Cupiello di smussare i conflitti attraverso il rituale del Presepe.
Tommasino aspetta il pubblico come fossero i”Re Magi” portatori della buona novella e così anche noi siamo pronti ad riaccoglierlo attorno al focolare del nostro teatro.
(Lello Serao)
AFRONAUTS
REGIA IDE MAMAN
CON LA CONSULENZA DI LIVIA APA
IN DIALOGO CON IL GRUPPO INFORMALE RABDOMANTI
PRODUZIONE ARTEGRADO
IN STREAMING ON DEMAND A PARTIRE DALL’11 NOVEMBRE ALLE ORE 18 SULL’ECOSISTEMA DIGITALE PER LA CULTURA DELLA REGIONE CAMPANIA
Il progetto Afronauts – per una nuova epistemologia del continente africano, si ispira alla storia di Edward Festus Mukuka Nkoloso, uno scienziato membro della resistenza dello Zambia, che negli anni ’60 immaginò un programma spaziale per far arrivare una donna africana sulla luna. Seguendo questa suggestione (peraltro raccolta solo qualche anno fa dalla fotografa Cristina de Middel e dalla regista Noutama Frances Bodomo) ci poniamo come obiettivo quello di esplorare nuove forme e linguaggi della contemporaneità del continente e della sua diaspora; disegnare una mappatura delle sue presenze sul territorio campano. Si vuole mettere in relazione la situazione locale e quella internazionale, partendo da un dialogo fra alcune figure intellettuali che presentano una riflessione sulle culture africane contemporanee e su quanto esse hanno da offrire per un profondo rinnovamento degli equilibri della cultura globale.
Incroceremo la memoria di una “stagione africana a Napoli” vissuta negli anni 90’, affidandoci all’occhio della macchina da presa di un videomaker africano alla ricerca di altri artisti africani a Napoli, con cui “decollare” verso la “luna” dove simili si è non per natura, ma per desiderio, alieni al mondo forse, ma simili per discorso.
Tale documento video costituirà il primo passo per la costruzione di una comunità di performer e autori della scena teatrale contemporanea, nati o insediati sul territorio campano, che speriamo possano guadagnare l’opportunità di sviluppare e dedicarsi ai mestieri dell’arte secondo il proprio desiderio.Per una nuova epistemologia
del continente africano
UNA FAVOLA AZZURRA E GRIGIA
SOGGETTO RENATO SALVETTI, ANTONELLA IPPOLITO
SCENEGGIATURA E REGIA RENATO SALVETTI
AIUTO REGIA FRANCA ABATEGIOVANNI, MARINA SORRENTI
COSTUMISTA MARIA DE MAURO
AIUTO COSTUMISTA FRANCESCA DE MAURO
DIREZIONE FOTOGRAFIA E RIPRESE VIDEO DAVIDE ARONICA
RIPRESE AUDIO BRUNO CIRILLO
MUSICHE DI RENATO SALVETTI / E RENATO SALVETTI – GINO MAGURNO – GIANNI MIGLIACCIO
IN VIDEO PIERA DELLA GRECA, MARIA PIA DE SANTIS, SWAMI DE SANTIS, LUIGI DI RIENZO, LUIGI ESPOSITO, ANNA FERRARA, FRANCESCO GOZZA, GERARDO GRAMBONE, LUDOVICA GRAMBONE, MARTINO GRAMBONE, MARIA VITTORIA GRAZIANO, IOLANDA ILIA CHIRICO, LARA IMMEDIATA, MARIAGRAZIA INVERSO, ANGELO LANGELLOTTI, GABRIEL LANGELLOTTI, GERARDO LETTIERI, MARIA FRANCESCA SCOLA
IN STREAMING ON DEMAND A PARTIRE DAL 4 NOVEMBRE ALLE ORE 18 SULL’ECOSISTEMA DIGITALE PER LA CULTURA DELLA REGIONE CAMPANIA
Una favola azzurra e grigia è un lungometraggio in cui viene trattato l’argomento dell’eterno conflitto tra il bene e il male, la luce e le tenebre.
In uno stile fiabesco si dipana la storia di due contrastanti paeselli popolati da giovanissimi abitanti. L’invidia degli scuri abitanti di Grigionia, governati dalla strega Arakne, per i coloratissimi abitanti di Azzurrandia, governati dalla sirena Partenope, sfocia in una guerra combattuta senza esclusione di colpi.
La lotta dei Grigioni contro se stessi diviene la lotta contro il prossimo su cui si riversano i propri problemi irrisolti. L’equilibrio degli Azzurri, empatici e coscienti dei propri limiti, basterà a riportare la pace nella regione?
LA PARITÀ È IMPARI
DAL LABORATORIO ARTI VIBRANTI
DA UN’IDEA DI GIULIANA TABACCHINI
TESTI DI GIGLIOLA DE FEO E AA.VV.
REGIA RICCARDO CITRO
DOCENTE GIGLIOLA DE FEO
ASSISTENTE DOCENTE MARIA TERESA IANNONE
IN STREAMING ON DEMAND A PARTIRE DAL 4 NOVEMBRE ALLE ORE 18 SULL’ECOSISTEMA DIGITALE PER LA CULTURA DELLA REGIONE CAMPANIA
Una definizione dell’OMS recita: “La riabilitazione è un processo che deve facilitare, agli individui con disabilità, l’accesso a tutte le opportunità per raggiungere il livello ottimale di funzionamento autonomo nelle comunità di appartenenza. Questo sia orientandosi a migliorare le competenze individuali, sia ad introdurre modificazioni ambientali che creino le condizioni per la migliore qualità di vita possibili”.
L’arte di far star meglio le persone e sostenerle in un percorso di crescita. Il teatro come tramite nella relazione d’aiuto in contesto di disagio. Creare un contesto contenitivo ed iperstimolante che attivi naturalmente processi di trasformazione e di crescita.
Il teatro racconta la fragilità e la porta in scena in mezzo alla comunità, costringendo quest’ultima a interrogarsi sulle parti sociali che la compongono, sulle loro identità e modalità di esistere all’interno di essa. Il laboratorio teatrale opera in due direzioni convergenti: dall’esterno, intervenendo sul corpo, sulla postura, sul movimento, sul linguaggio; e dall’interno, attraverso l’analisi del personaggio e la comprensione dei suoi movimenti emotivi. Così inteso, il laboratorio assume le caratteristiche proprie di un approccio riabilitativo interdisciplinare le cui basi teoriche sono rintracciabili in diversi ambiti: Antropologia, Sociologia, Psicologia, Psicoterapia, Teatro, Teatro sociale, inserendosi a pieno titolo nel vasto campo delle “Artiterapie espressive” oggi molto utilizzate come strumenti di prevenzione in contesti sociali, pedagogici e sanitari.
In questa dimensione si inserisce il Laboratorio Teatrale Arti Vibranti, proposto dalla In Scena srl da tenersi nel Nuovo Teatro Sancarluccio.
Il laboratorio coinvolgerà 12 allievi, avrà una durata complessiva di due mesi, articolato in incontri settimanali della durata di due ore. Sarà strutturato in tre fasi: 1° FASE: esercizi propedeutici finalizzati a prendere confidenza con il teatro e con lo spazio scenico; lavoro sulle capacità espressive del corpo e della voce; percezione dello spazio; linguaggi non verbali: musica, danza. Introduzione alle tecniche dell’improvvisazione: improvvisazioni personali e di gruppo partendo dalle tematiche individuate. 2°FASE: incentrata sull’assemblaggio delle varie esperienze; individuazione dei ruoli rispetto alle attitudini personali di ognuno; definizione dei ruoli lavorando sul personaggio; ripetizione e memorizzazione; assemblaggio delle scene. 3°FASE: allestimento e messa in scena dello spettacolo.
DAL VANGELO SECONDO SAN GIOVANNI: IL NATALE DELLA RESISTENZA
DI MARIANO BAUDUIN, MIMMO NAPOLITANO
TESTI JOSÉ SARAMAGO
CON GLI ALBERI DI CANTO TEATRO: GAETANO AMORE, ARMANDO ARAGIONE, MARIANO BAUDUIN, CHIARA DI GIROLAMO, PINO FINIZIO, ANTONELLA MOREA, MAURIZIO MURANO, MIMMO NAPOLITANO, ANNA SPAGNUOLO, PATRIZIA SPINOSI
MUSICISTI MICHELE BONÉ, FILIPPO D’ALLIO, GIANLUCA MIRRA, AGOSTINO OLIVIERI, PEPPE DI COLANDREA, GINO SIGILLO
E CON LA CORALE PER SAN GIOVANNI
ARRANGIAMENTI MIMMO NAPOLITANO, MARIANO BAUDUIN
COSTUMI MARIANNA CARBONE
DISEGNO LUCI LUIGI DELLA MONICA
REALIZZAZIONE SCENE E COSTUMI LABORATORI THE BEGGARS’ THEATRE
REGIA MARIANO BAUDUIN
ASSISTENTE ALLA REGIA GIULIANA CARBONE
PRODUZIONE THE BEGGARS’ THEATRE, GLI ALBERI DI CANTO TEATRO
CON IL PATROCINIO DELL’ANPI – ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA
IN STREAMING ON DEMAND A PARTIRE DAL 28 OTTOBRE ALLE ORE 18 SULL’ECOSISTEMA DIGITALE PER LA CULTURA DELLA REGIONE CAMPANIA
Leggende auliche, fantasie popolari, incanti magici religiosi e antichi canti risuonano tra le note di Il Natale della Resistenza – Avvento in tempo di pandemia, spettacolo che consolida il lavoro di Mariano Bauduin e del Beggars’ Theatre sul territorio di San Giovanni a Teduccio. Il concerto, patrocinato dall’ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, racconta attraverso l’esecuzione di una vasta gamma di canti popolari il tempo magico tra il 24 dicembre e il 6 gennaio, momento in cui i morti si confondono con i vivi, e le creature diaboliche si aggirano per il mondo insieme agli angeli e ai santi. Alle canzoni tradizionali natalizie, a cui si intrecciano le parole di Saramago, fanno da contrappunto canti politici che sono esempi della espressività musicale del popolo colta nei suoi momenti più significativi: il lavoro, lo svago, il divertimento, il rito, l’amore, la guerra, la protesta politica e sociale. «Il nostro canto diventa l’oggetto memorabile di una rivoluzione – spiega il regista – una rivoluzione dell’identità che si vuole o si deve ribellare, la rivoluzione di un’anima che solo ribellandosi può sperare di ribaltare una condizione, uno stato sociale, una violenza». Ai professionisti de Gli Alberi di Canto Teatro si unisce la Corale per San Giovanni, il gruppo di laboratorio vocale permanente formato da anziane donne, uomini e ragazzi con cui Bauduin svolge da cinque anni un lavoro sulla vocalità, trovando nel canto la forma più autentica di unità e identità collettiva.
ANTIGONE BARRACANO, TRAGEDIE NEL RIONE SANITÀ
DRAMMATIZZAZIONE E REGIA FRANCESCO SCOTTO
REGIA FILMICA TONY SANTORELLI
CON MIRIAM BARBARISI, ANTONELLA BOLOGNESE, FELICE D’ANNA, ANGELA D’APOLITO, ANNA DE FEO, MARIELLA
DEL BASSO, JESSICA ANNA FESTA, FABRIZIA GIANNICOLA, ANTONIO LIPPIELLO, ALFONSO MARSELLA, MIRKO MUGNANO, LUIGI NAPOLITANO, MARIA GRAZIA NAPOLITANO, LORENA PURCARO, ALBERTO TORTORA
SCENE A CURA DI PROTEATRO
LUCI ALFONSO MARSELLA
COSTUMI BIANCA PACILIO
MUSICHE M° VINCENZO TAMMARO
PRODUZIONE PROTEATRO
IN STREAMING ON DEMAND A PARTIRE DAL 28 OTTOBRE ALLE ORE 18 SULL’ECOSISTEMA DIGITALE PER LA CULTURA DELLA REGIONE CAMPANIA
Cosa lega Antigone di Sofocle ad Antonio Barracano protagonista del Sindaco del Rione Sanità di Eduardo De Filippo? Un comune senso di giustizia? Una propria legge morale che travalica la Legge? Possono le norme scritte essere sufficienti a regolare il caos del mondo? Sono queste le domande alle quali cerca di rispondere l’ultima produzione della Cooperativa PROTEATRO, attraverso un testo scritto e diretto dal drammaturgo Francesco Scotto.
Lo spettatore vivrà un viaggio metateatrale attraverso due personaggi che cercano e sperano di cambiare il mondo attraverso la forza della propria legge morale.
Il testo non ha la pretesa di trovare risposte definitive, bensì quella di proporre altri quesiti riguardanti il comune vivere civile che da Sofocle fino ad oggi riguardano tutti noi.
Il docufilm, che racconta le tappe per arrivare alla messa in scena del testo, è anche il pretesto per scoprre il senso e la necessità del ” fare teatro” in periferia.