Enrico De Leva - Sona
Neapolitan song
It includes the vocal work of the Golden Age from the end of the 19th century to the middle of the 20th century, the background related to the different forms of Neapolitan singing, as well as the following production that adopts traditional models.
The traditional Neapolitan song is an emotional heritage with different vocal shades. Since the end of the nineteenth century it has shown lights, shadows, stories and costumes of a city born from the suffering wail of the siren Partenope.
Enrico De Leva
È tra i compositori quello che ha meglio saputo trasferire le impronte sonore di Napoli e dintorni nella canzone napoletana classica. Dalla collaborazione con Salvatore Di Giacomo nascono brani come la serenata ’A Capemonte eseguita alla presenza di S.M. La Regina nella festa campestre del 25 maggio 1890 o ’A nuvena che riprende il paesaggio natalizio con un disegno dell’accompagnamento che imita il bordone di una zampogna. Fino al successo di ’E spingole frangese, il cui testo prende spunto dalla tradizione orale Campana, dove il musicista crea una melodia narrativa che chiude con la “voce” stilizzata di un venditore ambulante: Ah! Chi vo’ spingole, ah chi vo’!
Courtesy Antonio Sciotti
Crea diversi brani per la Festa di Piedigrotta collaborando con numerosi poeti del tempo: da Ferdinando Russo, per il quale musica i versi della canzone Nanninè, a Roberto Bracco componendo la canzone ’O munaciello. Partecipa senza pregiudizi alla vita dello spettacolo popolare di fine secolo con omaggi a soubrette del tempo come ArmanD’Ary, alla quale dedica il brano I bersaglieri lanciato da una vera e propria fanfara. La sua produzione mostra sempre uno stile riconoscibile che, secondo Vincenzo Vitale, « (…) appare in modi d’una raffinatezza e d’una eleganza che, senza tradire la tensione all’espressione popolare, raggiunge con immediatezza l’ascoltatore»
I suoi brani poggiano su una solida formazione acquisita presso il Conservatorio di S. Pietro a Majella con Nicola D'Arienzo, Florestano Rossomandi e Pluzone. Compone l’opera lirica La Camargo, su libretto di Giuseppe Pessina, che viene rappresenta al Teatro Regio di Torino nel 1898 con la direzione del maestro Arturo Toscanini, col quale resta legato da una duratura amicizia. Svolge intensa attività artistica a Londra e a Parigi e dal 1915 diviene titolare della cattedra di canto al Conservatorio di Napoli. Al suo interesse compositivo associa anche quello di conferenziere su diverse tematiche storico-musicali. Muore a Napoli a 88 anni il 28 luglio del 1955.
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The origins of the Neapolitan song
The myth of the Neapolitan song also spread thanks to the circulation of illustrated leaflets, which included the lyrics of the songs. Flyers first, and Copielle later, were distributed for a fee or free to the entire population to give exposure to the music publishers of the nineteenth century.